giovedì 7 luglio 2011

apnee notturne

Ho la bocca impastata. Contraggo il respiro. Lo trattengo.
Un'apnea lunga una notte.
Solitaria.
Il primo passo per trovare la propria strada é sapere di non averne una.
Avere un punto d'inizio. Sentirlo sotto i piedi, radicato alla terra.
Lei ci fa nascere lei ci culla.
Ora che ci penso, le cose importanti accadono in un eterno, insignificante minuto.
E poi é il deserto.


foto di panibe

44 commenti:

  1. Credo di aver intuito qualche tempo fa che il portale d'accesso per l'unico viaggio che valga la pena di intraprendere si trova dentro di noi. Il deserto sta fuori, anche qui in rete, ed è sconfinato. Questo è il punto di inizio, la nostra privata eredità, il nostro intimo cercarci.
    Leggendoti ho avuto la visione di migliaia di bocche aperte verso l'alto. Le nostre tutte. Apnee

    RispondiElimina
  2. le cose importanti accadono in un eterno, insignificante minuto. E poi é il deserto.


    sacrosanta verità. questa consapevolezza mi ha sempre ferita, l'idea che le cose meravigliose, quelle importanti non durino in eterno...è solo ora che sto iniziando ad apprezzare la fuggevolezza degli istanti puri, che forse possono restare tali solo grazie alla loro caducità..l'essere umano non è eterno perché dovrebbero esserlo le sue esperienze..
    e così, in maniera un po' post-schopenaueriana, questo deserto mi sta iniziando a piacere...o per lo meno ci sto facendo i conti...e tornano!

    RispondiElimina
  3. Il tutto, probabilmente, sta nel godersi quel minuto, che a volte nemmeno è pieno.
    In meno di un minuto l'uomo e la donna compiono il vero atto d'amore...la vita!
    La propria strada è davanti a noi, il problema è solo capire quale delle tante è, e tutte le altre, compresa la nostra, a prima vista, sembrano non esserci!

    Lei è fantastica...
    http://www.blondepitbull.com/

    RispondiElimina
  4. @Enzo:in fondo l'unico rapporto davvero "per sempre" é con noi stessi.perciò quel dentro di noi, di cui parli tu io lo interpreto così.
    il deserto é arido ma é anche contemplazione,a volte.

    RispondiElimina
  5. @ Sunshine:se i conti tornano sei a posto!
    credo di aver accettato abbastanza bene che siamo piccoli e duriamo poco :-)

    RispondiElimina
  6. @Marta:vero, capire quale. that's the question!

    grazie per il link.sembra interessante. una volta ero molto più attratta dal genere.ora,forse, é troppo usato e trovare qualcosa di davvero originale più difficile. ma mi fido di te...

    RispondiElimina
  7. le cose piu' interessanti spesso accadono nei deserti, il miracolo della vita nelle condizioni piu' estreme, nel nulla di un caldo che diventa gelo di notte

    RispondiElimina
  8. per questo bisogna acchiappare gli attimi quando volano ...

    RispondiElimina
  9. @Gio:il tuo commento mi fa pensare ai fiori di Atakama

    RispondiElimina
  10. @giardigno: con una retina per farfalle?

    RispondiElimina
  11. E' un'emozione leggerti, mi ritrovo così tanto nelle tue parole...
    "Il primo passo per trovare la propria strada é sapere di non averne una"... vorrei che questa frase fosse un assioma.

    RispondiElimina
  12. "Il primo passo per trovare la propria strada é sapere di non averne una."
    Già..

    RispondiElimina
  13. @Eva: grazie, mi fa felice se qualcun altro si ritrova in ciò che provo e/o scrivo.
    quella frase, al massimo, ce la ripeteremo come un mantra nei momenti opportuni

    RispondiElimina
  14. Le cose forse accadono per quanto le conservi dentro, nel profumo che lasciano...
    *Ti abbraccio*

    RispondiElimina
  15. :-)possibile. abbraccio forte te

    RispondiElimina
  16. Fede e Ragione dici? (hai detto ^__*)
    può essere ... ed anche qui, in un certo senso, ci potrebbero stare [anche se credo che valga per lo più il principio che una annulli l'altra]
    ...
    però, ti prego non nominare più quella parola blasfema davanti a me (matriequalcosa cui sono gravemente allergico dalla nascita) :))))
    ... grazie della visita V., bello qui, sì!

    RispondiElimina
  17. Seguendo l'idea geniale di un certo Borges, il deserto è un labirinto perfetto. Ma se si è bravi abbastanza se ne esce vivi.

    RispondiElimina
  18. è un genere visto e rivisto...lei lo ha rivisto bene a mio parere, io la seguo da poco...ma mi piace!

    (scusami ma non sapevo rispondessi qui per cui nel vecchio post non mi sono fatta viva non per male ;) )
    p.s.
    ho un altro blog un po' più personale, se ti va...

    RispondiElimina
  19. in realta' e' solo un fatto di attenzione, l'attimo della tracimazione, quello che sembra racchiudere il senso nel nucleo al cospetto del vuoto insensato degli orbitali. cioe', l'ultima goccia fa sboccare l'acqua dal vaso, ma non e' una goccia nel deserto. diciamo che il senso c'e', e' sempre. ma lo rinchiudiamo in un istante.

    RispondiElimina
  20. Sapere di non avere una strada non sempre è un buon inizio,a volte si rimane lì a fissare il nulla pensando a cosa fare

    RispondiElimina
  21. @ anonimo:ahahha...ok evito quella parola. allora dirò convivenza tra fede e ragione ;-)

    RispondiElimina
  22. @euridice:ecco bisogna essere abbastanza bravi...é l'abbastanza a preoccuparmi

    RispondiElimina
  23. @alpexex: grazie per la traduzione, l'inizio pareva una lezione di fisica ;-)

    RispondiElimina
  24. @lilith: possibile.ma, in qualsiasi caso, la decisione di che cosa fare spetta a noi

    RispondiElimina
  25. (beh, l'inizio al limite puo' sembrare una lezione di fisica da 1 superiore... mentre il finale si avvicina piu' ad una speculazione da fisici dottorandi... :) "sono le cattive compagnie a rovinare mio figlio" disse la madre al ricevimento per genitori... (per restare in tema scolastico))

    RispondiElimina
  26. ho sempre visto i ricevimenti scolastici come una grandissima rottura. ma é il punto di vista di una studente...ehehehee

    RispondiElimina
  27. oh figurati, io sono ancora da questo lato della barricata e se resisto ancora il giusto, magari riesco ad evitarmi il trapasso alla fase genitoriale.

    RispondiElimina
  28. LETTO. ANZI RILETTO. Ero il primo. Capita

    RispondiElimina
  29. sabbia scura, sterminata distesa. soli, singoli granelli di grafite che tutto copre. noi, gocciolanti candele agli angoli di tavoli polverosi, noi. miraggio, castello vampiresco. aria conservata.

    RispondiElimina
  30. Grazie per essere passato dal mio blog.
    Il tuo racchiude post molto interessanti e ben scritti.
    Un saluto,Costantino

    RispondiElimina
  31. ho riletto questo post e pensato ad un altro tipo di apnea notturna:

    LA NOTTE E' LUNGA

    Possedersi
    con rabbia e violenza,
    la disperazione
    che sfumava in infinita dolcezza.
    Momenti d'apnea dall'universo.
    Attraverso ogni ritmico colpo
    ti sei fatto strada dentro me.
    Ed ancora vi sei,
    hai minuziosamente costruito il tuo regno nel mio basso ventre.
    Mi stringevi,
    soffocavo,
    nell'impossibilita' di muovermi sono diventata tua.
    Avevi creato il nostro mondo.
    Sei stato il solo ad avermi mai posseduta.
    In quell'Apocalisse d'odori E GEMITI
    sono risorta.

    RispondiElimina
  32. @francesco:nel deserto ma non soli

    RispondiElimina
  33. @sunshine: anche la tua é un'apnea notturna...decisamente...e forse meglio della mia

    RispondiElimina
  34. Il destino o chi per esso. Quindi l'autore dei passi sulla strada.

    RispondiElimina
  35. "Avere un punto d'inizio. Sentirlo sotto i piedi, radicato alla terra."
    Questo mi mi piace
    per poi tendere all'infinito.

    RispondiElimina
  36. tendere come le rette ad infinito

    RispondiElimina